06 Fernando Grillo’s comments.doc

        

FERNANDO GRILLO

In conversazione, immerso nella natura

In conversation, immersed in nature

“Nosce te ipsum”

 

 

FERNANDO GRILLO’S COMMENTS

 

 

“Musica del risveglio per il plenilunio del cielo interiore”

“Music for the awakening of the full moon of the interior sky”

 

“L’universale apprezzamento del suono risiede, a mio avviso, nel fatto che la sua manifestazione non produce danno, e l’animo umano, inconsciamente, n’è dunque riconoscente”. /

“The universal appreciation of sound lies, in my opinion, in the fact that its manifestation does not produce damage, and the human soul, unconsciously, is so grateful for it”.

 

“La mia musica? ... Incomincia dove la natura cessa d’agire e fiorisce senza danno”. Intervista di Oreste Bossini. Radio3 Suite. /

         “My music? … It begins where nature ceases to act and it flowers without harm”. Interview by Oreste Bossini. Radio3 Suite.

 

“La visione del suono rimarrà a noi preclusa, fino a quando, nella limpida descrizione del gesto, romperemo quel silenzio”. Da: « Le monocorde pythagorique dévoilé » di Fernando Grillo /

         “The vision of sound will remain barred to us until, with the clear description of the gesture, we will break that silence”. From: « Le monocorde pythagorique dévoilé » by Fernando Grillo

 

Prima  del Suono? … il  Gesto!

Before the Sound? ... The Gesture!

 

« Le monocorde pythagorique dévoilé » - Il Pitagorismo rappresenta, per me, il sincretismo (synkretismos) della manifestazione sonora, « véritable milieu », tra l’oriente e l’occidente della tradizione planetaria, Oriens in vespere e, forse, oltre il Terzo pianeta del sistema solare, quello della Terra! /

« Le monocorde pythagorique dévoilé » - For me Pythagoreanism is the syncretism (synkretismos) of the sound event, « véritable milieu », between the East and West of the planetary tradition, Oriens in vespere and, perhaps, beyond the third planet of the solar system, the Earth!

 

Natura, artificio ed arte

É mia convinzione che ogni artista vuole infondere nella sua opera un “quid”  inesplicabile che costituisce il segno dell’unicità del suo talento: voce interiore, anima.

Così avviene spesso che, nella musica, il grado di pura ed infinita amorevolezza dell’espressione si riveli attraverso un “particolare” compositivo e/o interpretativo, il più toccante, che tende a celare il cielo interiore e che ne costituisce la potenza in atto.

Tratto inconfondibile di una qualità nascosta ed altrimenti ineffabile, esso diviene l’elemento ben distinguibile in ognuno.

Nel segreto del cuore, infatti, si compie un’opera ampia e gloriosa, che si districa, nel laboratorio (Ora, lege et labora), dalla molteplicità della “materia prima” fornita dalla natura (ventri di vibrazione, armonici, numeri e proporzioni …), per assurgere alla compiutezza della manifestazione, attraverso artifici manipolatori e strategici, dispositivi psico-fisici e quant’altro attiene al genio inventivo.

In definitiva trattasi di una scelta univoca e vincolante per la sua ineluttabilità, che s’inscrive nel solco del proprio pensiero imponendosi per ordine, priorità e grado.

Nel microcosmo dell’opera d’arte, dove tutto fiorisce senza danno, si può esprimere, nella pienezza di un pensiero non vincolato, il conflitto tra spirito e materia, senza scegliere tra loro.

L’arte comincia, infatti, con l’artificio a lei proprio, dove la natura cessa di agire. /

Nature, artifice and art

It is my belief that every artist wants to instil “quiddity” in his work that is inexplicable and constitutes a sign of the uniqueness of his talent: inner voice, soul.  

Thus, the degree of pure and infinite love of expression is often revealed in music through the most moving “particular” composition and/or interpretation that tends to conceal the inner heaven and is its power in action.  

Undoubtedly, a hidden and otherwise inexpressible quality, it becomes a clearly distinguishable element in each of us.  

Indeed, in the secret of the heart, and in the laboratory (Ora, lege et labora), it carries out a great and glorious task; from the multiplicity of the “raw material” provided by nature (vibrating bellies, harmonics, numbers and proportions…), it rises to the completion of the event, by manipulating and strategic artifices, psycho-physical devices and whatever else belongs to the inventive genius.

Ultimately, this is a unique and binding choice because of its inevitability which is inscribed in the wake of one’s thoughts, imposing order, priority and level.  

In the microcosm of a work of art, where everything flourishes without damage, the conflict between spirit and matter can be expressed, without choosing between them, in the fullness of an unbound thought.  

Art begins, in fact, with one’s own artifice, where nature ceases to act.

 

Note per un programma di sala:

“L’Autore si richiama nella sua opera compositiva al senso del meraviglioso  nel Suono e, particolarmente nelle sue interpretazioni, alla Visualità.

Essa si manifesta in Sculture sonore che pongono la loro dimora nel Suono ampliando, in virtù dell’immaginazione, la percezione della Realtà, quella filosofale”.

Notes for a program of the concert hall:

“Thanks to his work, the composer creates a sound that gives a sense of marvel and, particularly in his interpretation, Visuality.

It manifests itself in a sound Sculpture that dwells in Sound widening, through the force of the imagination, the perception of philosophical Reality”.

 

“La mia musica vuole essere una resa etica al suono”. /

“My music is intended to be an ethical surrender to sound”.

 

Essere o apparire … questo è il dubbio?

… le stelle brillano di luce propria …

To be or appear ... this is the doubt?

… the stars shine with their own light …

 

Il dispositivo di questo sito si richiama all’assioma … “Repetita iuvant” /

This setting brings to mind the axiom … “Repetita iuvant”

 

• • •  • • •  • • •

 

PREMIO VALENTINO BUCCHI 1993

CONVEGNO INTERNAZIONALE

ARTE E NATURA

alle soglie del Duemila

Inaugurazione: On. VALDO SPINI, Ministro per l’Ambiente

Moderatore: GIORGIO FIOCCO

Relatori:

VITTORIO SGARBI, CESARE VIVALDI, STEFANIA QUATTRONE,

GIUSEPPE SERMONTI, EUGENIO RONCACCI, DONATO TAMBLÈ, RICCARDO BIANCHINI, VINCENZO POLICRETI, STEFANO DE SANTIS, FERNANDO GRILLO *, LAURA CRETARA

* Fernando Grillo - Tema: INNOXIA FLORET (... fiorisce senza danno ...) 

 

ARTE E NATURA

Fernando Grillo INNOXIA FLORET (... fiorisce senza danno ...)

La natura è il risultato fisico-positivo della commistione e circolazione dei quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco (la “quadratura del cerchio” dei filosofi alchimisti).

Essa tende essenzialmente alla conservazione e perpetuazione di se stessa e di quegli elementi, attraverso le manifestazioni multiformi e variegate che assume nel tempo e nello spazio.

L’assioma della tradizione “L’arte incomincia dove la natura cessa di agire” costituisce un momento di gran riflessione per l’artista (anche in modo inconsapevole), che coglie nel “hic et nunc” del trapasso da natura ad arte l’alto grado d’ispirazione e d’operatività.

La nascita di una creatura simboleggia magnificamente questo passaggio: prima di apparire il nascituro, nell’oscurità del grembo materno, gode di tutti gli elementi tranne che dell’aria, che gli sarà data insieme alla luce. Da quest’attimo la natura “cessa di agire” e l’arte, esclusivo appannaggio dell’uomo, “incomincia” a rivelarsi nell’azione formativa e costante sulla creatura/naturata, segnandone il destino.

L’artista, operando con le materie prime, imita i procedimenti della natura e la sua opera soggiace sempre alle proporzioni e ai numeri che sono, anch’essi, nell’ordine della manifestazione naturale: i ventri di vibrazione e i relativi armonici e numeri del monocordo (fondamento della filosofia pitagorica). Ed è il numero, la sua potenza in atto, che continuerà a costituire, a mio avviso, il riferimento per ogni modalità operativa dell’arte del Terzo Millennio.

L’arte a venire si distinguerà da quella precedente per una diversa individuazione e utilizzo della materia iniziale e per una diversa capacità di “memorizzare” il risultato dell’opera. Memoria che un tempo era affidato precipuamente alla pietra, al metallo, al legno, ai fonemi, alle tele, a diverse superfici di fondo… e che sempre di più diviene sinergia d’aggregati numerici percepibili acusticamente e visivamente.

L’arte a venire non soddisferà ancora una delle più grandi aspirazioni dell’artista che è quella di produrre un’opera soggetta simultaneamente ai cinque sensi: gustativa, olfattiva, tattile, auditiva e visiva. La creazione quale essa ci appare complessivamente raggiunge questo risultato imitato solo dall’arte regia degli alchimisti che con la « Grand Œuvre » della Pietra dei filosofi hanno attivato quella concorde virtualità dei cinque sensi. (* * * * *)

Ma vi è un altro concetto di natura ed arte che trascende la realtà terrena: la natura umana e la grazia. Esse risaltano mirabilmente in un libretto d’anonima stesura medievale, di cui leggeremo di seguito:

“La dualità, presente in ogni opera d’arte come sospensione o risoluzione dei contrari, si giocherà – con gaia scienza – e sempre più pericolosamente tra luce e tenebre”.

L’uomo, costruttore e distruttore del mondo, l’artista, nel segreto del suo cuore potrà ancora una volta meditare il significato del testo che, tratto da “L’Imitazione di Cristo” (Anonimo), così recita:

“Figlio, considera attentamente gli impulsi della natura e quelli della grazia: come si muovono in modo nettamente contrario, ma così sottilmente che soltanto, e a fatica, li distingue uno che sia illuminato da interiore spiritualità. Tutti, invero, desiderano il bene e, con le loro parole e le loro azioni, tendono a qualcosa di buono; ma, appunto per una falsa apparenza del bene, molti sono ingannati. La natura è scaltra, trascina molta gente, seduce, inganna e mira sempre a se stessa. La grazia, invece, cammina schietta, evita il male, sotto qualunque aspetto esso appare; non prepara intrighi; tutto fa soltanto per amore di Dio, nel quale, alla fine, trova la sua quiete”. E, ancora …

“Di quanto danno fu, per molti, una virtù a tutti nota e troppo presto lodata. Di quanto vantaggio fu, invece, una grazia conservata nel silenzio, durante questa nostra fragile vita, della quale si dice a ragione che è tutta una tentazione e una lotta!”.

Quest’arte, di grazia, fiorisce senza danno.

 

POSTILLA

Avete notato che dov’è un fatto di “sangue” la generazione umana pensa e reagisce in modo inusuale? È il “segno” della Divina presenza!

 

L’IMITAZIONE DI CRISTO

Anonimo

(* * * * *)

* L’art, par excellence, est soumis aux cinq sens /

* L’arte, per eccellenza, è soggetta ai cinque sensi /

* The art, par excellence, is subject to the five senses /

* Die Kunst par excellence, ist abhängig von der fünf Sinne /

* El arte, por excelencia, está sujeto a los cinco sentidos

 

La Dame et l’Unicorn / La Dama e l’Unicorno / The Lady and the Unicorn /

Die Dame mit dem Einhorn / La Dama y el Unicornio

 

La Dame à la Licorne est le titre d'une série de tapisseries flamandes représentant les cinq sens. On estime qu'ils ont été tissés dans le fin du 15ème siècle, entre 1484 et 1500, dans le style des Mille-Fleurs /

La Dama e l’Unicorno è il titolo di una serie di arazzi fiamminghi raffiguranti i cinque sensi. Si stima che siano state tessute nel tardo XV secolo, fra il 1484 e il 1500, nello stile di mille-fleurs. /

The Lady and the Unicorn is the title of a series of Flemish tapestries depicting the five senses. They are estimated to have been woven in the late 15th century, between 1484 and 1500, in the style of mille-fleurs. /

Die Dame mit dem Einhorn ist der Titel einer Reihe von flämische Gobelins Darstellung der fünf Sinne. Sie sind Schätzungen zufolge wurden in den späten 15. Jahrhundert gewebt, zwischen 1484 und 1500, im Stil der Mille-fleurs. /

La Dama y el Unicornio es el título de una serie de tapices flamencos que representan los cinco sentidos. Se estima que se han tejido en los finales del siglo 15, entre 1484 y 1500, en el estilo de Mille Fleurs.

 

Le goût  / Il gusto / The taste / Der Geschmack / El sabor

 

La dama sta prendendo un dolce dall’alzata che le offre un’ancella. Ai suoi piedi anche la scimmietta sta mangiando un dolce. Il leone e l’unicorno reggono stendardi e portano mantelli con l’emblema con le tre mezzelune.

 

L’odeur / L’olfatto / The smell / Das Riechen / El olfato

 

La dama prepara una corona con i fiori che l’ancella le porge su un piatto, altri fiori con cui gioca la scimmietta, sono stati raccolti in un cestino.

 

Le toucher / Il tatto / The touch / Der Berührung / El tacto

 

La dama accarezza con la mano sinistra il corno dell’unicorno e con la destra regge una  bandiera.

 

L’audition / L’udito / The hearing / Die Hören / El oído

 

La dama suona un organo appoggiato su un tavolo, l’ancella aziona il mantice che da aria allo strumento.

 

La vue / La vista / The sight / Der Sehen / La vista

 

L’unicorno si contempla in uno specchio retto dalla dama, seduta con le sue zampe in grembo.

 

Fernando Grillo - Innoxia floret (1998)

per Quintetto d’archi

dédié à Jean Julien Champagne

 

 

Jean Julien Champagne

Aquarelle de Eugène Léon Canseliet

 

INNOXIA FLORET (1998) al Castello di Giomici con il “Pythagoras String Quintet”

INNOXIA FLORET (1998) at Castle Giomici with “Pythagoras String Quintet”

Castello di Giomici della Famiglia Enrico Vagni e Demetria Vagni Majolica (1600)

Borgo del 1100 (Italia – Umbria) sul “Corridoio Bizantino” *

Castle Giomici of the Family Enrico Vagni and Demetria Vagni Majolica (1600)

Village of 1100 (Italy - Umbria) on the “Byzantine corridor” *

 

* Corridoio Bizantino: http://www.umbriaterritorio.org/Umbria/Relazione/3_1_2_d.html

 

Vedi in / See in / Siehe: Link • • Videos

 

 

SCRITTI DI FERNANDO GRILLO / FERNANDO GRILLO’S WRITINGS

 

Da: « Le monocorde pythagorique dévoilé » di Fernando Grillo

RelaX, la “QuintaGiustaX

Dove alla X o “Khi” pitagorica si accompagna un formidabile assioma:

“La potenza del 2 non incontrerà mai la potenza del 3 se non dopo la dodicesima trasposizione delle quinte dove avremo il massimo “ravvicinamento” possibile tra i due fondamentali, per dipoi distanziarsi all’infinito…”

PRATICA:

Trasponete, su una colonna, preferibilmente di sinistra, 7 volte il fondamentale Re, per un intervallo di ottava:

Re-Re (1)

Re-Re (2)

Re-Re (3)

Re-Re (4)

Re-Re (5)

Re-Re (6)

Re-Re (7)

 

Ora trasponete sull’altra colonna, quella di destra, 12 volte il medesino fondamentale Re ma per un intervallo di quinta:

Re-La (1)

La-Mi (2)

Mi-Si (3)

Si-Fa# (4)

Fa#-Do# (5)

Do#-Sol# (6)

Sol#-Re# (7)

Re#-La# (8)

La#-Mi# (9)

Mi#-Si# (10)

Si#-Fa doppio diesis (11)

Fa doppio diesis-Do doppio diesis (12)

 

Ebbene, tra il Re (7) della prima colonna e il Do doppio diesis (12) della seconda colonna intercorre, tra loro, una differenza che il filosofo di Samo quantificò nel numero:

1,0136. Il comma pitagorico o ditonico!

(Il pianista, pur tuttavia,  preme il dito sullo stesso tasto del pianoforte sia per quel Re che per quel Do doppio diesis! Avvalendosi, incosciamente, del sistema temperato equabile.)

Al riguardo della tradizione pitagorica bisogna osservare che poco è stato tramandato di scritto o su papiro. Non possiamo, tuttavia, esimerci dal rivelare un illuminante aneddoto, sempre trasmesso bocca-orecchio, su un’esclamazione del filosofo di Samo.

Pitagora, un giorno, passeggiando scorse un fabbro all’opera (anticamente l’arte del fabbro era considerata sacra) e subitamente esclamò: Eureka! (Ho trovato!). Il filosofo fu illuminato dalla visione di quel martello, nelle mani del fabbro, che colpendo l’incudine produceva suono e luce contemporaneamente.

Lo sponsale tra suono e luce!

Ebbe ragione in quanto è l’unico evento, in natura, dove suono e luce sono indissolubilmente uniti nella manifestazione.

 

Da: « Le monocorde pythagorique dévoilé » di Fernando Grillo

Pitagorismo e Geometria.

“Visioni del filosofo di Samo durante il suo soggiorno in Egitto”.

1:1 = leggi: 0

2:1 = leggi: 1

3:2 = leggi: 2

4:3 = leggi: 3 (dove uno dei tre (2:1), è la proiezione in alto, del 2° armonico (Tecnica di produzione sonora: sfiorare il 2° arnonico e condurre l’arco in prossimità del ponticello dello strumento ad arco).

I tre armonici rappresentano le basi ed il vertice della figura geometrica solida della Piramide, controllare per credere!

Fare, similmente, per tutti gli armonici e scoprirete la Geometria! Vera e meravigliosa effusione delle figure, quelle geometriche. /

From: « Le monocorde pythagorique dévoilé » by Fernando Grillo

Pythagoreanism and Geometry.

“Visions of the philosopher of Samos during his stay in Egypt”.

1:1 = read: 0

2:1 = read: 1

3:2 = read: 2

4:3 = read: 3 (where one of the three (2:1), is the high projection of the 2nd harmonic (sound production technique: draw the bow over the 2nd harmonic and lead it to a point near the bridge of the string instrument).

The three harmonics represent the base and the apex of the solid geometric shape of a pyramid, check for yourself!

Do similarly for all the harmonics and discover geometry! True and wonderful effusion of  figures, geometric ones.

 

RIFLESSIONI DI FERNANDO GRILLO /

FERNANDO GRILLO’S REFLECTIONS

 

Di seguito alcuni elementi distintivi della mia opera: /

The following are some distinctive elements of my work:

 

L’intavolatura dei suoni armonici sulla corda, ben individuati ed indicati con il loro numero. /

The tablature of the well-individualized and appropriate harmonic sounds on the string.

Vedi anche / See also / Siehe auch Link • The Fernando Grillo School

 

Gli armonici “inferiori” del diapason della corda e quelli in  progressione micro-cromatica (ad iniziare dal 2° (2:1) - 3° (3:2) - 4° (4:3) etc.), sempre sulla medesima corda. /

The “lower” harmonics of the diapason of the string and those in micro-chromatic progression (beginning from the 2nd (2:1) – 3rd (3:2) – 4th (4:3) etc., always on the same string.

 

Il sistema non temperato, rispetto a quello equabile, per l’altezza del suono. /

The non-tempered system, with respect to the uniform one, for sound height.

 

La “eco” dei suoni armonici, in progressione ascendente o discendente. /

The “echo” of harmonic sounds, in ascending or descending progression.

 

L’utilizzo simultaneo di due archi per visualizzare, tra l’altro e in una scultura sonora, la “X – Khi” pitagorica o Croce di Sant’Andrea. /

The simultaneous use of two bows to visualize and, in a sonorous sculpture, the Pythagorean “X – Khi” or Cross of St. Andrew.

 

La “voce” dei mitici “Unicorno” e “Ouroboros”. /

The “voice” of the mythical “Unicorn” and “Ouroboros”.

 

La postura dell’arco a mediare tra l’impugnatura “alla tedesca” e quella “alla francese” (ossia: arco “alla Grillo”). /

The posture of the bow to mediate between the “German” grip and the “French” one (or rather the “Grillo bow”).

 

Varie ed innovatine tecniche “miste” per il “pizzicato” strumentale. /

Various and innovative “mixed” techniques for the instrumental “pizzicato”.

 

La simultaneità dei suoni armonici, inferiori e superiori, sulla medesima corda vibrante (effetto “riverbero”), per la prima volta all’ascolto. /

The simultaneity of the lower and upper harmonic sounds, vibrating on the same string (“reverberation” effect), heard for the first time.

 

La risonanza contemporanea delle 4 corde del violoncello (Etolie, 1975), rovesciando, dipoi, lo strumento (ossia: il « Bouleversement »). /

The contemporary resonance of the 4 strings of the cello (Etolie, 1975), then turning over the instrument (or rather the “Overturning”).

 

Il “capotasto” sin dalla prima mezza posizione al “manico” (modalità fondamentale per l’esecuzione di “Theraps” di Xenakis, tra l’altro). /

The “nut” starting from the first half position on the “fingerboard” (a fundamental procedure for the execution of “Theraps” of Xenakis, among others).

 

Le diteggiature 2 e 3 per l’intonazione dei suoni, in funzione del sistema non temperato. /

Fingerings 2 and 3 for the intonations of the sounds, as a function of the non-tempered system.

 

La risonanza di ogni “particola” dello strumento. /

Resonance of every “particle” of the instrument.

 

Il fondamento del sistema armonico d’occidente che si fonda sui rapporti numerici pitagorici degli armonici 4° - 5° - 6° - 7° (quest’ultimo “calante” in natura) e corrispondenti alla settima minore di dominante di tonalità. /

The basis of the Western harmonic system, which is founded on the Pythagorean numerical relationship of the 4th –5th – 6th – 7th harmonics (the last “falling” in nature), corresponds to the dominant minor seventh of tonality.

 

La “rivelazione” del comma ditonico pitagorico (1,0136) attraverso la definizione filosofica e comprovata del monema “relax–ReLaX” (ossia: Quinta–Giusta–X). /

The “revelation” of the Pythagorean ditonic comma (1.0136) through the philosophical definition and proven “ReLaX” (or rather: Fifth-Giusta-X).

 

La perfetta definizione esecutiva di tutti i principali parametri del suono: attacco, durata, altezza, dinamica e timbro. Fondamentali per una perfetta “circolarità” della manifestazione del suono. /

The perfect definition of execution of all the principal sound parameters: attack, length, pitch, dynamics and timbre.  Fundamental for perfect “circularity” in the manifestation of sound.

 

Le innovazioni sempre attuate nel rispetto della natura del suono e della sua rivelazione. Il tutto sullo strumento “acustico”! /

Innovations are always put into practice with respect to the nature of the sound and its revelation.  It is everything on an “acoustic!” instrument.

 

Il “modus operandi” che si trova nella ricca “Suite I”: insospettati aspetti di procedimenti e prassi esecutiva per lo strumento ad arco, ridefinendo la scrizione musicale in modo perfettamente intelligibile. Vero “coagulo” sulla carta!

Piccole perle d’invenzione strumentale e procedimenti esecutivi.

E … tant’altro ancora! /

The “modus operandi” that is found in the rich “Suite no. 1”: unsuspected aspects of procedures and execution practices for the bow instrument, redefining music “writing” in a perfectly intelligible way.  True “coagulation” on paper!

Small pearls of instrumental invention and execution procedures.

And….so much more!

 

Significativo è quanto di seguito: /

The following is meaningful:

 

Le versioni per Quintetto d’archi di numerose composizioni dal passato al presente:

Tomaso Albinoni, Johann Sebastian Bach, Frank Martin, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Antonio Vivaldi. /

There are numerous compositions for String Quintet from the past to the present: Tomaso Albinoni, Johann Sebastian Bach, Frank Martin, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Antonio Vivaldi.

 

La nuova letteratura per contrabbasso anche con l’incontro di compositori del nostro tempo. /

The new literature for double bass, also with the meeting of composers of our time.

 

La diffusione della didattica per lo strumento ad arco in diversi Paesi del mondo. /

The diffusion of didactics for string instruments in different countries of the world.

 

Gli incontri con il Teatro e Carmelo Bene. /

Meetings with the Theatre and Carmelo Bene.

 

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L’estetica del compositore-interprete /

The aesthetics of composer-performer

 

L’estetica del compositore-interprete.

Il “bello” di un compositore-interprete è che si rimane “abbracciati”, nell’atto creativo (quello completo), al proprio strumento, non separandosi dalla propria opera.

Ancor, dipoi, il godimento del pubblico è duplice e non mediato.

Tutto ciò provoca una certa “invidia” nel compositore “puro”, privato dell’applauso del pubblico, che tenta di diminuire, ma invano, l’amorevole portato dell’interprete e compositore.

Fernando Grillo, vittima innocente della “materia prima” del “suono” che, se ben inteso, produce altresì “luce”! /

The aesthetics of composer-performer.

The “beauty” of being a composer- performer is that he remains “embraced” in the creative act (the complete one) with his instrument and does not separate himself from his work.  

Furthermore, the enjoyment of the audience is double and direct.

All of this provokes a certain “envy” in the “pure” composer who, deprived of the applause of the audience, tries, but in vain, to diminish the loving result of the composer-interpreter.

Fernando Grillo, innocent victim of the “raw material” of “sound” that, if well understood, also produces “light”!

 

La Ricerca

La “ricerca” nell’opera musicale è tale se perfettamente individuata nei parametri del suono: attacco, durata, altezza, dinamica e timbro.

L’esecutore media per quanto può, tra il pensiero musicale e il risultato sonoro, mentre l’interprete è il ricercatore per “eccellenza”.

Nei “Parametri del Suono” risiede il portato storico/culturale della mia opera compositiva ed interpretativa.

La mia musica vuole essere una resa etica al suono.

La Suite I assurge alla somma delle tecniche combinatorie nella circolarità dei parametri del suono durante la perfetta descrizione delle modalità esecutive.

Research

“Research” in a work of music should be perfectly identified in its sound parameters: attack, length, pitch, dynamics and timbre.

As far as he can, the average performer includes musical thought in the resulting sound, while the interpreter is the researcher par excellence.

The historical/cultural background of my composing and interpretative work lies in its “sound parameters”.

My music is intended to be an ethical surrender to sound.

         The Suite No. 1 rises to the essence of the combinatorial techniques in the circularity of the  parameters of sound during a perfect description of how it is performed.

 

Il pensiero del compositore tra insipienza e necessità

La necessità di trasfondere il pensiero musicale nella modalità esecutiva ha comportato per me anni di sapiente lavoro, limitandone l’ampiezza di produzione musicale, ma producendo, altresì, l’ineluttabilità della prassi esecutiva che viene, così, a ridurre il soccorso dell’interprete. /

The thought of the composer between ignorance and necessity

The need to transfuse musical thought into the manner of execution has meant for me years of careful work.  This has limited the extent of my musical production, but recourse to my procedures greatly aids the interpreter’s execution.

 

La paccottiglia del suono

Il mio disgusto per la paccottiglia di suono di una certa/incerta musica pseudo/contemporanea è raccapricciante! /                                                                                                

Junk sound

I am horrified by the distasteful junk sound of certain/uncertain pseudo/contemporary music!

 

Peculiarità

Una peculiarità del mio comporre è che ogni composizione è diversa l’una dalle altre, sia come stilema che mondo sonoro. Ma è solo apparenza! /

A peculiarity

One peculiarity of my composing is that all my compositions are different from each other, both in style and in the sphere of sound. But this is only a semblance!

 

Armonici, modus operandi e gesto-coreutico

Ritengo di essere stato il primo compositore, e forse l’ultimo, ad indicare il numero dell’armonico in una composizione.

Ugualmente dicasi per il modus operandi che trova nella “Suite I” insospettati aspetti – anche di coagulo sulla carta – dei procedimenti tecnico-esecutivi per lo strumento ad arco. Vero compendium che si inscrive perfettamente nella tradizione “certosina” della scrittura, quella esaustiva e perfettamente intelligibile.

Non per ultimo, nelle mie interpretazioni, la descrizione del gesto-coreutico che si fa suono. /

Harmonics, modus operandi and choral-gesture

I think I was the first composer, and perhaps the last, to indicate the number of the harmonic in a composition.

This is equally true for the modus operandi that is in "Suite No. 1": unexpected aspects – even clots on paper - in the technical and execution procedures for the string instrument.

True compendium, which fits perfectly into the “Charterhouse” tradition of writing, is thorough and perfectly intelligible.

Not least is the description of the choral-gesture sounds in my interpretations.

 

Sono stato un fiero avversario (e lo sono tuttora!) della ripresa fonica del suono e di quella visiva dell’immagine; credendo, fortemente, nel “hic et nunc” della manifestazione.

Da questa impari lotta, apparentemente, ne esco sconfitto. /

I was a fierce opponent (and still am!) of the resumption of phonic sound and the visual image, believing strongly in the “here and now” of the event.

From this unequal struggle, apparently, I go out defeated.

 

Musica d’oggi e spiritualità

Teatro Regio

TORINO

Rive-Gauche Concerti

Musica d’oggi e spiritualità

Teatro Regio

TORINO

Coordinatore: RICCARDO PIACENTINI

Con ALBERTO BASSO e Padre EUGENIO COSTA

Forum dei compositori:

Guido Baggiani - Andrea Basevi - Angelo Bellisario - Claudio Boncompagni - Gilberto Bosco - Cosimo Colazzo - Giorgio Colombo Taccani - Gianvincenzo Cresta - Irlando Danieli - Antonio D’Antò - Fabrizío De Rossi Re - Giorgio Ferrari - Fabrizio Festa - Carlo Galante - Antonio Galanti - Mario Garuti - Giuseppe Gavazza - Ada Gentile - Giuseppe Giuliano - Fernando Grillo - Sergio Lanza - Luca Lombardi - Enrico Marocchini - Pippo Molino - Carlo Pinelli - Biagio Putignano - Paolo Rimoldi – Giovanni Maria Rossi - Paolo Rotili - Umberto Rotondi - Paolo Sbordoni - Flavio Emilio Scogna - Matteo Segafreddo - Alessandro Solbiati - Fernando Sulpizi - Gabrio Taglietti - Riccardo Vaglini - Luigi Verdi

 

Prof. Alberto Basso

 

R-I-V-E-G-A-U-C-H-E-C-O-N-C-E-R-T-I

Associazione musicale

Torino, 9 maggio 2000

“Come notato da Alberto Basso nella sua introduzione, l’evento si configura quale ideale proseguimento del Convegno Internazionale intitolato Musica sacra nella società attuale promosso nel lontano 1985 dal Campus Internazionale di Musica di Latina in collaborazione con il Comune di Latina e la locale Amministrazione Provinciale presso l’Abbazia di Fossanova e, al tempo stesso, funge da immediato preludio al Congresso Internazionale di Musica Sacra organizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma il 25, 26, 27 gennaio 2001 con la collaborazione del Pontificio Istituto di Musica Sacra, del Teatro dell’Opera di Roma, dell’Accademia Filarmonica Romana e dell’Istituzione Universitaria dei Concerti. A ciò va aggiunto il fatto che, se si eccettua una giornata per altro impostata diversamente all’Università degli Studi di Bologna nel 1999 e, nello stesso anno, un pomeriggio di dibattiti al Salone della Musica di Torino, non sembrano esservi tracce in Italia – tra il 1985 e il 2000 – di altri convegni su questo specifico tema. È certo che, almeno nell’ultimo cinquantennio, né a Torino né in Piemonte è mai stata organizzata una giornata intera sulla materia in oggetto”. Rive-Gauche Concerti.

Maestro Grillo,

La Rive-Gauche Concerti di Torino organizzerà tra novembre e dicembre 2000 una Giornata di studi sul tema Musica d’oggi e spiritualità.

Con il contributo di Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo e, per la parte artistica, in stretto accordo con il professor Alberto Basso e Padre Eugenio Costa, la Giornata accoglierà il contributo di compositori, musicologi, teologi interessati allo specifico settore…

In caso di positivo riscontro, si chiederebbe:

Che le risposte pervengano alla Rive-Gauche Concerti entro il 15 settembre 2000 ... e che ognuna delle tre risposte non superi, possibilmente, le trenta righe (2000 battute).

• PRIMA DOMANDA • In un saggio del 1946 intitolato “Figura di parola o figura di pensiero?” (in “Selected Papers. Traditional Art and Symbolism”, Princeton, 1977, trad. it. Mílano 1987) il critico d’arte Ananda Coomaraswamy affermava che “l’artista moderno non è un membro utile o significativo della società, ma è soltanto decorativo […]. Non possiamo fare a meno dell’arte, [… ma] ‘possiamo’ fare a meno degli artisti la cui arte non ha alcuna 'applicazione’”. Cosa pensa, in quanto compositore, di queste affermazioni? Le condivide? Ritiene che siano tuttora valide?

• SECONDA DOMANDA • “Credo” politico, filosofico, religioso... Come può la musica farsi veicolo di convinzioni umane profonde e (forse) ad essa esterne? Ponendo l’accento sul rapporto tra musica d’oggi e spiritualità, quale “applicazione” della prima vede possibile nei confronti della seconda? Si sente in qualche modo coinvolto dal problema, o per lei non si tratta di un problema? Infine, proiettandosi dalla parte del fruitore, come vede possibile la “decodifica” di una musica con intenti spirituali, tenendo conto dello specimen culturale e sociale del fruitore stesso e dell’esistenza di una sua storia personale?

• TERZA DOMANDA • Se è vero, come sosteneva Níetzsche, che “Dio è morto”, che cosa resta oggi dell’antica “divina ispirazione”? E, se non è vero, quale posto ha nel nostro tempo il concetto assai più recente di “creatività” associato a quello di “arte”, binomio affermatosi solo agli inizi del XX secolo? Vi sono oggi prospettive “creative” nell’ambito di un’arte “per” un ideale spirituale e/o religioso?

Si intende che l'adesione al progetto implica l'autorizzazione ad una eventuale pubblicazione, curata dalla Rive-Gauche Concerti o da un editore incaricato dalla Rive-Gauche Concerti stessa.

Grazie per la collaborazione.  

Riccardo Piacentini

Direttore artistico della Rive-Gauche Concerti

 

OGGETTO: Musica d’oggi e spiritualità: Vostre domande

* PRIMA RISPOSTA: Paradossalmente funziona. Infatti l’artista si muove in una condizione di “crucialità”, ( + ) posizionato nell’incrocio degli assi e tirato orizzontalmente/verticalmente: “quello che è in alto è in basso e quello che è a sinistra è a destra”. “Uni versum” – « Un le Tout ». Il grado d’inesplicabilità di questo dispositivo fisico-psichico (materia-spirito) si risolve nel meraviglioso di quello che “chiamiamo” arte.

* SECONDA RISPOSTA: Ecco una bella rappresentazione iniziatica: il fabbro (artista della tradizione sacra), quando percuote l’incudine con il suo martello produce un suono ed una luce (unica e portentosa sinestesi nella natura). La filosofia di questo prodigioso sposalizio si rende così percettiva, assoggettandosi, umilmente direi, alla verifica reale e veritiera. L’emanazione di un’essenza soggetta ai due sensi (udito e vista) inevitabilmente determina, attraverso la sua scaturigine, una comprensione dell’evento. La soggezione ai sensi del prodotto dell’arte costituisce lo « invariable milieu »  che informa ogni “credo”, attirandolo, nel contempo, in una dimensione altra ed impersonale. Si può solo lamentare che l’arte, per essere pienamente tale, dovrebbe sottostare a tutti i cinque sensi. Argomento assai appassionante per la ricerca!

* TERZA RISPOSTA: L’arte per essere sinceramente creativa deve assomigliare ad un « jeu d’enfant ». La divina ispirazione vivifica quella ludicità, n’è il fuoco segreto.

L’arte comincia dove la natura cessa di agire: in quest’assioma ritrovo integralmente il concetto di compiutezza, d’operatività e di prospettiva; per l’artista, sempre ardua rimane l’impresa!.

• Quarta risposta/proposta: Allegata proposta di un concerto sul tema, una nota biografica ed illustrativa.

M° Fernando Grillo

Teatro Regio di Torino. Atti della Giornata di studi “Musica d’oggi e spiritualità”. 

 

FERNANDO GRILLO

Nella “Chiesa di Santa Maria Maggiore” (secolo XIII) Lanciano

In the Church of “Santa Maria Maggiore” (13th century) Lanciano

Commenti / Commentaires / Comments

Voce fuori campo: ... Arianna! Dov’è il filo? (Teseo)  /

Voix hors champ ... Ariande! Où est le filet? (Thésée) /

Voice-over: … Arianna! … Where is the thread? (Theseus)

 

Beati gli strumentisti ad arco

Beati gli strumentisti ad arco! e con loro i contrabbasssti, discendente il loro strumento, per ordine di grandezza, dal violino.

In un mondo posseduto e dominato dalla cosidetta “ricerca”, fonema che ammorba il palato, è doveroso e degno di menzione affermare la “rivelazione” del suono nella corda vibrante quale vera rivelazione della potenza in atto.

Tale essa è perché nulla chiede e tutto afferma.

I cosidetti ricercatori si muovono senza sapere cosa troveranno e se lo troveranno e, una volta trovato, spesso per errore o per avventura, persistono nell’incredulità.

Il suono è l’unica cosa che non si possa possedere ma, altrimenti dalla ricerca, se ne è posseduti.

A conferma che la pratica strumentale (percettiva e talvolta visibile, ma mutilata nel mercimonio del libero scambio se non attraverso la “catturra” del suono con un microfono) è materia spirituale, essa produrrà poco lavoro statale, parastatale, privato, precario, “part time” e co.co.co.

Da meditare, con rassegnazione.

 

PREMIO VALENTINO BUCCHI 1993

CONVEGNO INTERNAZIONALE

IL CONTRABBASSO

NELLA STORIA E NELLA ATTUALITÀ

Relazioni:

FIRMINO SIFONIA, VASSILIS PAPAVASILIOU, JIHAD SUKKAR,

FERNANDO GRILLO *, CESARE CASELLATO, EMIN GÜVEN YAŞLIÇAM, GIULIO CASTAGNOLI, JACQUES VANHERENTHALS, STEFANO RAGNI

* Fernando Grillo - Tema:

Civiltà del grave acustico, tra pensiero e tecnologia dello strumento

 

IL CONTRABBASSO NELLA STORIA E NELL’ATTUALITÀ

Civiltà del grave acustico, tra pensiero e tecnologia dello strumento

La tendenza dal grave all’alto degli strumenti ad arco è uno degli aspetti più avvincenti dei procedimenti esecutivi.

Essa nasce da una profonda e radicata coscienza del grave acustico: il 1° armonico pitagorico (1:1), un ventre di vibrazione che contiene in se la virtualità delle proporzioni numeriche, infinita potenza in atto, sino ad oggi ancora parzialmente esplorate.

Sappiamo, sempre da Pitagora, che la potenza del pari non incontrerà mai la potenza del dispari se non come massimo ravvicinamento dopo 7 trasposizioni d’ottava (rapporto pitagorico 2:1) e 12 trasposizioni di quinta (rapporto pitagorico 3:2) di un medesimo fondamentale: es. fondamentali RE-RE divengono, a seguito del procedimento sovra esposto) RE-DO/doppiodiesis (la differenza è il comma ditonico: 1,0136).

Ancora il pitagorismo dimostra che la triade perfetta maggiore si trova nell’ambito del 4° - 5° - 6° armonico della corda vibrante, e che una settimana minore di dominante si desume dalle posizioni degli armonici 4° - 5° - 6° - 7° (quest’ultimo “calante” in natura!).

Altre conoscenze provengono da un’esplorazione approfondita dei suoni armonici, quelli sempre più “acuti” e “distanti” dal 1° armonico fondamentale o primo ventre di vibrazione: il nostro grave acustico, per l’appunto!

L’enucleazione continuativa nello spazio-tempo, (ovvero: “ascendere” e “discendere” dei suoni armonici naturali in progressione, altresì, “speculare”), ha qualcosa di prodigioso, in quanto, ad ogni posizione assunta dall’armonico attraverso il semplice sfioramento della corda, si produce una perfetta proporzione di ventri di vibrazione: es. 1° armonico: un ventre, tra i due “nodi”; 2° armonico: due ventri, alla metà della corda; 3° armonico: tre ventri, a 1/3 della corda … e così di seguito.

Si può parlare, quindi, di un vero e proprio edificio sonoro, un tempio del suono in cui primeggia ordine, posizione e grado: il dettato, per eccellenza, della natura.

Il contrabbasso, appartenendo alla famiglia degli strumenti ad arco ed è il frutto dell’invenzione manifatturiera dei maestri liutai; è strumento grave per eccellenza in quanto, proprio per la sua capacità di produrre armonici superiori perfettamente distinguibili, si avvicina di più al nostro grado di percezione acustica dell’altezza del suono o delle hertz di vibrazione.

L’attualità di questo strumento risiede, quindi, in questa virtualità che riconduce, tra l’altro, alla più ampia proprietà timbrica risultante dalla pienezza dello spettro armonico.

La ricerca del suono deve, a mio avviso, costituire la materia iniziale su cui fondare uno stile compositivo e/o interpretativo.

L’arco, questo straordinario mezzo di sfregamento della corda, ha il compito primario di “risvegliare” gli armonici e renderne intelligibile, il più possibile, l’apparente complessità, quella di natura.

Un’altra considerazione, a mio avviso non secondaria, è sull’utilizzo dei suoni premuti sulla tastiera dello strumento (che sono sempre dei primi armonici! [– 1° –] in quanto producono un unico ventre di vibrazione).

L’intavolatura di questi suoni ottempera (con l’accordatura per quinte nel violino, viola, violoncello e per quarte nel contrabbasso) alla produzione, per quanto possibile, di scale in posizione ferma; altra accordatura potrebbe quindi influire sul dispiegamento dei suoni armonici dei quattro monocordi a prescindere dalla possibilità d’intavolare una scala. Il periodo “barocco” è stato illuminante al riguardo.

Le infinite interazioni che si vengono a creare tra diverse modalità esecutive, arco, intavolatura, armonici, ha contribuito a creare una civiltà sonora ancora aperta ad altre acquisizioni sia sul piano filosofico che su quello di un’azione che provoca a rigore, con procedimenti insospettati, un suono sempre più adeguato alla tensione psichica dell’umana conoscenza. L’arte musicale che ne consegue è quella del nostro tempo, tradizione “in nuce” di quella a venire.

Fui molto impressionato da un pensiero di Leonardo che ebbi ad indicare quale titolo di una mia composizione che, sino ad oggi e per un certo “pudore”, non ho mai inteso eseguire considerandola una vera proiezione “leonardesca”.

Un’ipotesi immaginaria, una sospensione nel tempo che mi è di conforto nella tensione ideale che sempre ho inteso inscrivere nella mia musica.

Il testo portava come sottotitolo: - Studi sonori e passioni di Leonardo. Scene di paura e desiderio (1989).

Un’estensione singolare, eclettica, della natura dell’artista? Un omaggio alla sua opera intuitiva/creativa?

L’immaginario conduce talvolta a questi eccessi dove “paura e desiderio” traboccano l’una nell’altro, al di fuori del tempo e … dall’oscura spelonca alla luce!

Studi sonori e passioni di Leonardo. Scene di paura e desiderio (1989)

per un Interprete al Contrabbasso

dedicato a Leonardo da Vinci

Ecco il testo:

“…E tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran commistione delle varie e strane forme fatte dalla artificiosa natura, raggiratomi alquanto in fra gli ombrosi scogli, pervenni all’entrata d’una gran caverna, dinanzi alla quale, restando alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa, piegato le mie rene “in arco”, e ferma la stanca mano sopra il ginocchio, colla destra mi feci tenebra alle abbassate e chiuse ciglia. E spesso piegandomi in qua e in là per vedere s’entro vi discernessi alcuna cosa, questo vietatomi per la grande oscurità che là entro era, e stato alquanto, subito si destarono in me due cose: paura e desiderio; paura per la minacciosa oscura spelonca, desiderio per vedere se là entro fussi alcuna miracolosa cosa… (N.d.r.: Mercurio? - F. d’O)” Leonardo da Vinci

 

Leonardo da Vinci

 

La caverna, S. Trismosin, Londra, XVI sec.

 

“Scuola Internazionale d’Alto Perfezionamento Musicale”

“International School of Master Classes in Music”

Presidente / President: Fernando Grillo

CONVEGNO

 

Scuola Internazionale d’Alto Perfezionamento Musicale

CONVEGNO

Arte e comunicazione

La musica, arte tradizionalmente inesplicabile pur con l’ausilio della scrittura grafica e delle tecniche di produzione sonora, si rivela e comunica attraverso onde vibratorie che giungono, sottilmente, a divenire percezione fisico/psichica.

Come si rileva nella strutturazione dell’intelligenza, larga parte ha l’esperienza uditiva, che probabilmente per prima mette in relazione l’individuo con l’ambiente ed il “sociale”. L’orecchio fonda, così, i suoi parametri sulle caratteristiche fisiche dei suoni per poi giungere ai valori estetici di tipo culturale.

Contrariamente a quella “rappresentazione dei sentimenti”, la nozione di “musica” quale tecnica di una sintassi dei suoni (le cui regole possono essere indefinitamente variate), ha prevalso in particolare attraverso la pratica musicale, aprendosi ad una prassi esecutiva, sempre più attuale, intuitiva e ricca di novità.

Per contro, il graduale accesso a forme musicali ritenute ambiguamente “leggere” o per esteso a stilemi “senza tempo” quali il jazz o a mode musicali, da parte di strati di popolazione sempre più vasti (pur se dovuti a fenomeni di sempre più ampia emancipazione socio-culturale) è stato, in effetti, orientato da interessi di carattere economico-commerciale. Da questa visione utilitaristica n’è conseguita una separazione tra espressione e fruizione, tra cultura e reale appropriazione.

La vibrazione, invariabile “milieu” della trasposizione psico/acustica, continua ad assumere, pur tuttavia ed emblematicamente ancor oggi, il carattere fisico/positivo della comunicazione. Quest’ultima, la più importante e direi decisiva per la socialità di un’arte, esige apprendistato e professionalità per realizzare i moduli esecutivi ed interpretativi che vengono variamente ad informare gli stilemi attuali o del passato.

Correlare, oggi, apprendistato e professionalità con la comunicazione, diviene quanto mai decisivo per la crescita o più semplicemente per l’educazione della nuova generazione. Il movente principale è fornito ancora una volta da quella “vibrazione” che unisce, affranca, permea ed è premonitrice (proprio per il requisito d’universalità meta-linguistica), dell’armonioso sviluppo del sodalizio umano.

Il “Convegno” vuole approfondire queste tematiche ed i relatori, variamente impegnati musicalmente e socialmente, costituiscono gli interlocutori validi per un pubblico che intendiamo sin d’ora soggetto attivo e partecipante.

La possibilità di realizzare il Convegno è quindi demandata alle Istituzioni pubbliche e private preposte alla gestione dei fatti musicali.

Proposta dei relatori:

Friedrich Hommel. Direttore della “Internationale Ferienkurse für Neue Musik”, di Darmstadt, centro mondiale propulsore della musica del nostro tempo, luogo dove sono in continuo confronto pensiero, tecnologia e comunicazione.

Luigi Lentini. Docente ed esperto delle Realtà virtuali. Dipartimento per la Ricerca di Los Angeles.

Giorgio Battistelli. Compositore che propone prevalentemente eventi di teatro musicale, coinvolgendo diversi operatori artistici.

Concerto di Fernando Grillo: Interprete e compositore.

Il Presidente: M° Fernando Grillo

 

ASSOCIAZIONE ROVERE D’ORO

Città di San Bartolomeo al Mare

IMPERIA

PREMIO ROVERE D’ORO 1992

7° CONCORSO INTERNAZIONALE DI ESECUZIONE STRUMENTALE E PREMIO SPECIALE CRISTOFORO COLOMBO (1492-1992)

COMITATO D’ONORE / HONORARY COMMITTEE:

MARCELLO ABBADO, LUCHINO BELMONTI, CARLO GR. UFF. BERGONZI,

LUCIANO BERIO, ROBERTO BOSI, RUGGERO CHIESA,

MICHELE CORRADI, MARCELLA CRUDELI, LYA DE BARBERIIS,

JORG DEMUS, FRANCESCO ERNANI, EMILIA FADINI,

VITTORIO FELLEGARA, GIORGIO FERRARI, ROCCO FILIPPINI,

GABRIELE GANDINI, FERNANDO GRILLO, PETER MAAG,

RENZO MANTERO, GIANFRANCO PASTINE,

GARCIA FERNANDO SANCHEZ, ALOYSIO VECCHIATO

 

Progetto artistico per le COLOMBIADI 1992

Ideatore e Direttore Artistico: M° Fernando Grillo

• Paesi dell’America Latina che possono essere interessati:

ARGENTINA - BRASILE - COLOMBIA - COSTA RICA - CUBA - ECUADOR - MESSICO - PERÚ - VENEZUELA

• Operatori artistici invitati e provenienti dai sopraindicati Paesi.

• Sedi e luoghi di svolgimento delle manifestazioni da definire.

PRESENTAZIONE - SVOLGIMENTO E FINALITA'

1492 - Cristoforo Colombo approda a San Salvador: è la scoperta dell’America.

Un breve cenno della cronaca storica getta una luce nuova sul pianeta e l’irradiamento nasce proprio da una città marinara, italiana, che ha assunto come simbolo l’arcobaleno.

L’arcobaleno è la raffigurazione, policroma che si manifesta nella forma “ad arco” del territorio ligure, teso sul mare dagli Appennini e dalle Alpi, e nei colori climatici stagionali della splendida regione: l’azzurro del mare, il giallo-oro delle spiagge, il verde delle vallate e degli ulivi, il grigio-viola delle montagne e poi il rosso, l’arancione e tutti gli altri colori soli e cromatici nelle diverse tonalità – luce visuale, e profumo effuso soggetto all’odorato – essenza e pregnante presenza di una manifestazione alta e generosa della natura, nei fiori delle colline, gli aranci, i mandarini, le limonaie, la lavanda e ancora nei vigneti, i castagneti, i boschi che in autunno aumentano la suggestiva policromia, segnando in primavera il risveglio ineffabile.

Noi ci spingiamo più in là, ricreando idealmente la perfetta polarità dell'arcobaleno e poggiando l’altro polo di forza e bellezza nel continente latino-americano.

In questa congiunzione ricerchiamo e favoriamo l’incontro tra le tradizioni più rilevanti dell’America Latina e dell’Europa, in particolare, l’area mediterranea, attraverso la trasmissione dei popoli, le culture particolari e con le più diverse e originali testimonianze della creatività dell’uomo.

Questa opera sarà compiuta nel pieno rispetto della naturale aspirazione dei popoli a scoprire, conoscere e ad instaurare i rapporti d’amicizia e d’umana solidarietà.

Il programma di massima prevede la partecipazione attiva di circa 100 artisti e operatori culturali provenienti dai diversi Paesi dell'America Latina, secondo le sezioni artistiche e culturali date di seguito.

Le manifestazioni si svolgeranno durante l’anno solare 1992.

L’ampliamento delle manifestazioni, con altri approfondimenti e diverse partecipazioni, sarà stabilito dopo incontri personali della Direzione Artistica nei Paesi e nei luoghi di provenienza.

 

• PROGRAMMA DI MASSIMA

ARTE FIGURATIVA E VISIVA - ARTIGIANATO

Artisti, pittori e scultori, performers, artigiani.

Allestimento di una mostra con opere provenienti dai Musei e dalle collezioni private. Gli artisti contemporanei e la loro opera. Performances.

Laboratorio-mercato degli artigiani con manufatti realizzati con materie prime dall’America Latina. Seminari e conferenze dei singoli operatori.

CINEMA E TELEVISIONE - MULTIMEDIA

Attori, registi, sceneggiatori. Proiezione di film in lingua originale, videoteca televisiva con stand-mercato, diffusione su diversi monitors di programmi originali, artistici e culturali, performances.

SEMINARI

Operatori artistici e culturali. Letture, conferenze, dibattiti, convegni, incontri culturali e didattica artistica. Giornalismo e testate dei giornali d’ogni Paese invitato.

 

• INAUGURAZIONE - EVENTI

LA CREAZIONE DELL’UNIVERSO

Rappresentazione rituale con musica e danza folclorica, luci e colori, scene e costumi della città di Teotihuacan. Svolgimento lungo l’allestimento del “Viale dei Morti”, con termine del percorso alla “Piramide della Luna”; a metà strada la “Piramide del Sole”. Allestimento di un artista italiano.

IL LIBRO DI PIETRA

Conferenza. Seminario e lettura delle iscrizioni piramidali e archeologiche. Documentazione bibliografica.

LA PIRAMIDE DELLE ISCRIZIONI

Scrittura danzata sulla sabbia. Musiche originali di Fernando Grillo. Scenografia del “Tempio del Sole” e del “Tempio della Croce”. Allestimento su una spiaggia ligure.

I CORALLI DI PALANCAR

Artigiani all’opera. Materie prime della barriera corallina.

UROS

Rappresentazione del Fuoco e dell’Acqua. Realizzazione sul mare genovese con canne “totora” originali del Perú.

COLORADOS

Etnia del colore andino nel “Vialone dei Vulcani”. Terra, succhi, melange delle tinture vulcaniche. Realizzazione artigianale.

DAPHNE - IGUANA

Rappresentazione teatrale del simbolismo uomo-natura con maschere, costumi e scenografie originali.

COMUNITA’ ITALIANA IN AMERICA LATINA

Artisti italo-argentini e di altri Paesi.

 

La Capilla Del Hombre

Fundación Oswaldo Guayasamín

 

LA CAPILLA DEL HOMBRE

L’arte pre-colombiana della “Fundación Oswaldo Guayasamín” e opere dell’artista.

SUCRE

Atene delle Americhe. Folclore e mercato. Musica originale con flauti organali.

EMERAUDE

Esposizione e proiezione multimediale e tridimensionale su grande schermo di uno straordinario smeraldo da una collezione privata. Musica sintetizzata a gran diffusione.

FIESTA GAUCHA

Grande festa popolare con prodotti e cucina tipica dell’America Latina. Musica con diversi complessi e con esecuzioni simultanee.

 

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Klaus Huber und Younghi Pagh-Paan

Ernst von Siemens Musikpreis 2009 für Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize 2009 per Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize Awarded to Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize 2009 pour Klaus Huber

 

Siemens AG

Ernst von Siemens Musikpreis 2009 geht an Klaus Huber

München, 05.Februar 2009

Der Schweizer Komponist Klaus Huber erhält in diesem Jahr den mit 200.000 € dotierten internationalen Ernst von Siemens Musikpreis.

 

Dem Genuss der Oberfläche widerstehen: Siemens-Preisträger Klaus Huber im Gespräch.

Der Schweizer Komponist Klaus Huber erhält am heutigen 15. Mai 2009 in München mit dem Ernst von Siemens Musikpreis den größten europäischen Preis dieser Art. Von nmz - neue musikzeitung

http://www.nmz.de/artikel/dem-genuss-der-oberflaeche-widerstehen-siemens-preistraeger-klaus-huber-im-gespraech

 

Ernst von Siemens Musikpreis 2009 für Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize 2009 per Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize Awarded to Klaus Huber /

Ernst von Siemens Music Prize 2009 pour Klaus Huber

Il Maestro Klaus Huber e „Erinnere Dich an G...“ (Juli 1976 - März 1977)

Per contrabbasso e 18 strumentisti

Klaus Huber è nato a Berna nel 1924.

Oggi egli è universalmente considerato uno dei compositori più importanti della sua generazione.

“Erinnere Dich an G...” inizia con un’introduzione estremamente intensa alla quale fanno seguito senza interruzione 4 parti che sono così caratterizzate:

I. Invenzione sui glissandi

II. Invenzione su degli accordi e dei rumori

III. Invenzione sui suoni armonici

IV. Invenzione sui pizzicati

L’ultima parte porta il titolo, profondo di significato: « Tombeau de Celui qui mourut sous la torture ».

La scelta dell’organico strumentale è stata ampiamente suggerita dalla presenza del contrabbasso-solista che, per la sua peculiarità, esigeva attorno a sé degli strumenti che potessero fondersi con il suo timbro.

Nella musica di Klaus Huber, accanto alla maestria compositiva si avverte, con intensa emozione, la volontà di esprimere un mondo interiore che ridona alla musica quella dimensione profonda che troppo spesso tanti compositori hanno abbandonato. Fernando Grillo /

Master Klaus Huber and “Erinnere Dich an G...” (July 1976 - March 1977)

For double bass and 18 instrumentalists

Klaus Huber was born in Bern in 1924.

Today he is universally considered one of the most important composers of his generation.

“Erinnere Dich an G...” begins with an extremely intense introduction which is followed without interruption by 4 parts that are characterized as folows:

I. Invention on glissandi

II. Inventions on chords and sounds

III. Invention on harmonics

IV. Invention on pizzicatos

The last part has a deep and meaningful title: “Tombeau de celui here mourut sous la torture”.

The choice of the instrumentation was mainly based on the presence of the double bass solo which, due to its particular features, required accompanying instruments that could blend with its timbre.

Besides its mastery of composition, the music of Klaus Huber is an intensely emotional warning and an expression of the desire to depict an inner world that restores to music that deep dimension that many composers have too often abandoned. By Fernando Grillo

 

• Ascolta in / Écouter dans / Listen in / Hören Sie hinein in: Link • • • MP3

N.d.r.: Ascolta l’originale “Solo” del suono “straziante” di Fernando Grillo, prima della parte  finale: IV “Invenzione sui pizzicati” (tombeau de Celui qui mourut sous la torture) /

Note de la rédaction: Ecoutez l’original « Solo » du son  « atroce » par Fernando Grillo, avant la dernière partie: IV  « Invention sur les pizzicatos »  (tombeau de Celui qui mourut sous la torture) /

Editor’s note: Listen to the original “solo” of the tormenting sound of Fernando Grillo, before the final part: “4th Invention on pizzicatos” (tombeau de Celui qui mourut sous la torture)

 

Klaus Huber - Ein Hauch von Unzeit VII (1972)

Fassung 1984/85 für Kontrabaß von Fernando Grillo /

Versione 1984/85 per Contrabbasso di Fernando Grillo /

Version 1984/85 for Double Bass by Fernando Grillo

 



Breitkopf & Härtel

WIESBADEN 

Klaus Huber – Ein Hauch von Unzeit VII (1972)

« Plainte sur la perte de la réflexion musicale » *

Fassung 1984/85 für Kontrabaß von Fernando Grillo

Versione 1984/85 per Contrabbasso di Fernando Grillo

Version 1984/85 for Double Bass by Fernando Grillo

Pagine 4 e 6 di 11 / Pages 4 and 6 of 11 / Seiten 4 und 6 von 11

Scrittura musicale di Fernando Grillo /

Music written by Fernando Grillo /

Musikalische Schrift von Fernando Grillo

 

* « Plainte sur la perte de la réflexion musicale »

Klaus Huber, il Maestro, denuncia così, la perdita del pensiero musicale, annunciandone l’immancabile riscatto attraverso la sua opera. Fernando Grillo /

« Plainte sur la perte de la réflexion musicale »

The maestro, Klaus Huber, denounces the loss of musical thought by announcing its inevitable redemption through his work. By Fernando Grillo

 

„Zu Beginn des Stückes wird die d-moll-Chaconne aus Dido und Aeneas von Purcell zitiert und figuriert. Allmählich setzt ein Auflösungsprozeß ein Abbröckeln der Melodie, Zerfließen der sequenzierten Zeit Verfremdung des Tones durch geräuschhafte Verunstaltungen.

Ein Vergleich: Man beginnt einen Spaziergang auf einem schmalen, gut beschilderten Weg. Bald aber irrt man ab, verliert sich in einem Labyrinth und hat keinen Sinn mehr für Orientierung und Zeit. Man tastet sich vor ohne Richtung und Ziel.

Ein Stück der Geduld, der Meditation, der Befreiung von vorgegebenen Schemata“. Von Klaus Huber (Seite 2)

Aufführungsdauer: etwa 14 Minuten. /

“At the beginning the d minor Chaconne from Purcell’s Dido and Aeneas is quoted and figured. A process of dissolution gradually sets in: the melodic dies out the time-sequences dissolve and the tones become elusive because of noise-producing activities.

A comparison: one begins a stroll along a narrow, well-marked path. Soon one loses one's way, becomes lost in a labyrinth and loses all sense of direction and time. One gropes his way without direction or a goal.

A piece for patience, for meditation, for freedom from rigidly set schemes”. By Klaus Huber (Page 2)

Duration: approx. 14 minutes.

 

9° CANTIERE INTERNAZIONALE D’ARTE

INCONTRI DI MUSICA CONTEMPORANEA

MONTEPULCIANO

Musiche di:

GIUSEPPE GIULIANO *, FERNANDO GRILLO, HANS WERNER HENZE,

KLAUS HUBER *, LUCA LOMBARDI, ALESSANDRO SBORDONI *

KLAUS HUBER – Ein Hauch von Unzeit VII (1972)

« Plainte sur la perte de la réflexion musicale »

Musikverlag Breitkopf & Härtel – Wiesbaden

Fassung 1984/85 für Kontrabaß von Fernando Grillo

Versione 1984/85 per Contrabbasso di Fernando Grillo

Version 1984/85 for Double Bass by Fernando Grillo

FERNANDO GRILLO: Contrabbasso, Double Bass, Kontrabaß

* Prime esecuzioni assolute / World Premières / Uraufführungen

 

Wolfgang Amadeus Mozart - SERENADE. Eine kleine Nachtmusik, K 525

Allegro – Romanze – Minuetto I *, Minuetto II, Trio, Rondò – Allegro.

für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

* Il Minuetto I è andato perduto. Fernando Grillo introduce, in questa sua versione, come Minuetto I, il Minuetto dal “Don Giovanni”. Citazione di Mozart: “DON OTTAVIO balla Minuetto con DONNA ANNA, sopra il teatro”. /

* Minuetto One was lost. Fernando Grillo introduces his own version of Minuet One, the Minuet from “Don Giovanni”. A quotation from Mozart: “DON OTTAVIO dancing the minuet with DONNA ANNA, above the theater”.

 

Wolfgang Amadeus Mozart

 

Wolfgang Amadeus Mozart - SERENADE. Eine kleine Nachtmusik, K 525

Minuetto I

Fassung von Fernando Grillo für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

Versione di Fernando Grillo per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

Fernando Grillo’s version for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

Scrittura musicale di Fernando Grillo /

Music written by Fernando Grillo /

Musikalische Schrift von Fernando Grillo

 

Dalla notazione e stesura musicale si può desumere l’affetto incommensurabile che lo scrivente nutre per Mozart, l’Amadeus! Fernando Grillo /

From the musical notation and writing, one can see the infinite affection that the writer harbours for Mozart, “Amadeus”! By Fernando Grillo

 

Vedi anche / See also / Siehe auch: Link • • Videos

 

Settembre a Giomici

Castello di Giomici della Famiglia Enrico Vagni e Demetria Vagni Majolica (1600)

Borgo del 1100 (Italia – Umbria) sul “Corridoio Bizantino”

Dal 6 all’11 settembre 2005

September to Giomici

Castle Giomici of the Enrico Vagni family and Demetria Vagni Majolica (1600)

Village of the1100 (Italy - Umbria) on the “Byzantine corridor”

From 6 to 11 September 2005

“Grande musica al Castello di Giomici”

“Great music at Castle Giomici”

Concerti del “PYTHAGORAS STRING QUINTET”

Concerts of the “PYTHAGORAS STRING QUINTET”

Musiche di / Music by:

TOMASO ALBINONI, JOHANN SEBASTIAN BACH, ANTONÍN DVOŘÁK,

FERNANDO GRILLO, THILO THOMAS KRIGAR, NATHAN MILSTEIN,

WOLFGANG AMADEUS MOZART, NICCOLÒ PAGANINI,

ANTONIO VIVALDI

• • •  • • •  • • •

Tomaso Albinoni

Adagio in sol minore *

Versione di Fernando Grillo per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

Fernando Grillo’s version for two Violins, Viola, Cello and Double Bass /

Fassung von Fernando Grillo für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß

• • •  • • •  • • •

Johann Sebastian Bach

Air aus der Suite Nr. 3 D-Dur BWV 1068 „Air auf der G-Saite“ /

Aria dalla Suite n. 3 in Re Maggiore BWV 1068 “Aria sulla quarta corda” /

Air from Suite No 3 in D Major BWV 1068 “Air on the G String”

für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

• • •  • • •  • • •

Antonín Dvořák

String Quintet No. 2 in G major, Opus 77

für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

• • •  • • •  • • •

Fernando Grillo

Zeitgewebe (1984)

per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

for two Violins, Viola, Cello and Double Bass /

für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß

Innoxia floret (1998)

per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

for two Violins, Viola, Cello and Double Bass /

für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß

Itesi (1972/74) - Soror mystica (1978/79) - Arcana (1988) -

Taiacis (1981/82) - Gstüss (1975)

per Contrabbasso / for Double Bass / für Kontrabaß

• • •  • • •  • • •

Thilo Thomas Krigar

„1848, Traum von der Freiheit“ (1998)

für zwei Violinen, Viola, Cello /

per 2 Violini, Viola, Violoncello /

for two Violins, Viola, Cello

Thilo Thomas Krigar

„Leuchten“ (1987)

für Cello / per Violoncello / for Cello

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Nathan Milstein

“Paganiniana”

per Violino / for Violin / für Violine

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Wolfgang Amadeus Mozart

SERENADE. Eine kleine Nachtmusik, K 525

Minuetto I *

Fassung von Fernando Grillo für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

Versione di Fernando Grillo per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

Fernando Grillo’s version for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

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Niccolò Paganini

24 Capricci op.1 (n.i 15 e 11) – “La Molinara”

per Violino / for Violin / für Violine

Il Carnevale di Venezia

per Violino e Violoncello / for Violin and Cello / für Violine und Cello

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Antonio Vivaldi

Il cimento dell’armonia e dell’inventione (Opus 8) *

Le Quattro Stagioni

Versione di Fernando Grillo per due Violini, Viola, Violoncello, Contrabbasso e Arciliuto /

Fernando Grillo’s version for two Violins, Viola, Cello, Double Bass and

Archlute /

Fassung von Fernando Grillo für zwei Violinen, Viola, Cello, Kontrabaß und Erzlaute

* Prime esecuzioni assolute / World Premières / Uraufführungen

 

Antonio Vivaldi - Il cimento dell’armonia e dell’inventione (Opus 8)

Le Quattro Stagioni

Particolari nella versione di Fernando Grillo / Details in the Fernando Grillo’s version:

• Concerto “La primavera”

Largo – Il Contrabbasso / The Double Bass: “Il cane che grida” / “The dog who cries”.

• Concerto “L’autunno”

Allegro (Larghetto) – Duo Violino e Contrabbasso “pizzicato” / Violin Duo and Double Bass “pizzicato”: “L’ubriaco che dorme” / “The sleeping drunkard”.

Adagio molto – L’Arciliuto e il Contrabbasso, insieme, nella splendida “sospensione” armonica vivaldiana / The Archlute and Double Bass, together in beautiful Vivaldian “suspension”.

 

Vedi anche / See also / Siehe auch: Link • • Videos

 

Franz Schubert - Streichquintett C-dur D 956 (op. post. 163)

Fassung von Fernando Grillo für zwei Violinen, Viola, Cello und Kontrabaß /

Versione di Fernando Grillo per 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso /

Fernando Grillo’s version for two Violins, Viola, Cello and Double Bass

(In der Fassung mit Kontrabaß von Fernando Grillo)

1. Allegro ma non troppo – 2. Adagio – 3. Scherzo. Presto –Trio. Andante sostenuto –  4. Allegretto

 

Einweihung des „Goethe-Geburtstag“

Inaugurazione del „Goethe-Geburtstag“

Inauguration of the „Goethe Geburtstag“

August 2000 in Weimar

QUINTETT DER PYTHAGORAS STRINGS BERLIN

Mit:

DIMITRI TOMBASSOV - 1. Violine, VLADISLAW IVANOV - 2. Violine

BETTINA MARQUARDT - Viola, THILO THOMAS KRIGAR - Violoncello,

FERNANDO GRILLO - Kontrabaß

CHRISTIAN BRÜCKNER - Sprecher

Werke von:

THILO THOMAS KRIGAR

Musikalische Morgenlandfahrt 5.-8. Zyklus zu Goethes West-Östlichen Divan

FRANZ SCHUBERT

Streichquintett C-dur D 956 (op. post. 163)

Fassung von Fernando Grillo

für Streichquintett: zwei Violinen, Viola, Violoncello und Kontrabaß

Versione di Fernando Grillo

per Quintetto d’archi: 2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso

Version by Fernando Grillo

for String Quintet: two Violins, Viola, Cello and Double Bass

Uraufführung / Prima esecuzione assoluta / World Première

 

Einweihung des „Goethe-Geburtstag“

Inaugurazione del „Goethe-Geburtstag“

Inauguration of the „Goethe Geburtstag“

August 2000 in Weimar

PYTHAGORAS STRING QUINTET

Foto, von links:

FERNANDO GRILLO, VLADISLAW IVANOV, DIMITRI TOMBASSOV,

BETTINA MARQUARDT, THILO THOMAS KRIGAR

 

Commento di Fernando Grillo / Fernando Grillo’s comment

Johann Wolfgang von Goethe e Franz Schubert non s’incontrarono mai in vita, ma furono uniti dall’amore per i „Lied“ (Schubert: Goethe Lieder e „Gretchen am Spinnrade“ da un lied tratto dal „Faust“ di Goethe).

Una volta Schubert si recò a Weimar e, bussando alla residenza borghese di Goethe per ossequiarlo, si fece annunciare dalla domestica. Ma Goethe non intese riceverlo.

Fernando Grillo, in occasione della “Inaugurazione” del „Goethe Geburtstag“ dell’Agosto 2000 a Weimar, ricongiunge idealmente i due grandi liederisti facendo risuonare a Weimar e in prossimità della residenza di Wolfgang Goethe, la sua versione per Quintetto d’archi,  2 Violini, Viola, Violoncello e Contrabbasso, dello „Streichquintett C-Dur“ D 956 (op. posth. 163), ultima opera di Franz Schubert, composta durante l'estate del 1828, due mesi prima della sua morte. In prima esecuzione assoluta. /

Johann Wolfgang von Goethe and Franz Schubert never met in life, but they were united by a love for “Lied” (Schubert: Goethe Lied and “Gretchen am Spinnrade” from a lied based on “Faust” by Goethe).  

Once Schubert went to Weimer and, knocking on the door of Goethe’s bourgeois residence to pay his respects, had a servant announce his presence.  But Goethe had no intention of receiving him.

Fernando Grillo, on the occasion of the “Opening” of the “Goethe Geburtstag”, in August 2000 in Weimar, theoretically joins the two great liederists by playing, in Weimar and near the residence of Wolfgang Goethe, his version of the “Streichquintett C-Dur” D 956 (op. posth. 163) for String Quintet, 2 Violins, Viola, Cello and Double Bass, the last work of Franz Schubert, composed during the summer of 1828, two months before his death. In World Première.

 

Johann Wolfgang von Goethe und Franz Schubert

 

Prof. Vittorio Sgarbi

 

“Confronti”, Rai Due:

Il programma di approfondimento, condotto da Gigi Moncalvo che ne è autore insieme con Daniele Renzoni, per la regia di Lorena Sardi.

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Preg. mo prof. Gigi Moncalvo,

Mi pregio di sottoporre alla Sua cortese attenzione, a seguito della Sua sollecitazione, la mia considerazione sulle letture dantesche di Vittorio Sgarbi e Roberto Benigni.

La compostezza dell’e-vocare di Vittorio Sgarbi (Professore per eccellenza!) annuncia e conferma la natura di questo splendido mistico del nostro tempo. Sobrio quando trattasi di commentare la sfera spirituale mentre piacevolmente aggressivo, sferzante, nel contrastare il “nemico” con lo spirito della “Gaia Scienza”.

L’intelligenza di quest’artista del pensiero sottende l’alto valore del dogma, anche se non pronunciato apertamente a motivo del pudore della sua persona.

Vittorio è a noi fraternamente vicino nel procurare un continuo “risveglio” del nostro essere e restiamo sempre affascinati dalla sostanza delle sue enunciazioni.

Altro è per Roberto Benigni, affabulatore e aspirante a falso profeta. L’assenza d’ispirazione mistica nuoce, ma tant’è, al di lui desiderio di affrancarsi alla verità consustanziale. L’inchino autogratificante al pubblico rivela, se ce ne fosse bisogno, la necessità di apparire in luogo di essere. Altro non merita di aggiungere.

Apparire ed essere, ecco l’anima, caro prof. Moncalvo della Sua splendida “trasmissione” bocca-orecchio-occhio, nel rispetto della tradizione.

Sue mani.

Grillo maestro Fernando

Perugia lì, 7 dicembre 2007

 

Giancarlo Cardini

 

Giancarlo, il Cardini, eccelso artista al lavoro (parafrasando Giona o L’artista al lavoro di Albert Camus: « Solitaire et/ou solidaire ») e il pianoforte, strumento passivo per eccellenza.

Il gesto del Maestro, « prélude » all’attacco del suono sull’abnorme tastiera, è il prolungamento ad infinitum di un pensiero che trascende la realtà.

La finzione di comportamento, vera scaturigine gestuale, si ripercuote sull’abnorme scacchiera dei “bianchi/neri” della tastiera provocandone il risveglio.

Duole pensare che non potrà sottrarsi, egli, vittima innocente, al temperamento dello strumento (frutto del capriccio dell’accordatore!) che lo priverà inesorabilmente del godimento dei procedimenti microcromatici insiti nella natura del suono.

Il gesto, commistione d’odio/amore, è il riscatto dall’impotenza con la potenza in atto.

Egli non potrà godere pienamente del portato del comma Pitagorico [1,0136] come viene così disvelato ed esplicato:

RelaX, la “QuintaGiustaX di Fernando Grillo

Dove alla X o “Khi” pitagorica si accompagna un formidabile assioma:

“La potenza del 2 non incontrerà mai la potenza del 3 se non dopo la dodicesima trasposizione delle quinte dove avremo il massimo “ravvicinamento” possibile tra i due fondamentali, per dipoi distanziarsi all’infinito…”

< PRATICA:

Trasponete, su una colonna, preferibilmente di sinistra, 7 volte il fondamentale Re, per un intervallo di ottava:

Re-Re (1) / Re-Re (2) / Re-Re (3) / Re-Re (4) / Re-Re (5) / Re-Re (6) / Re-Re (7)

Ora trasponete sull’altra colonna, quella di destra, 12 volte il medesino fondamentale Re ma per un intervallo di quinta:

Re-La (1) / La-Mi (2) / Mi-Si (3) / Si-Fa# (4) / Fa#-Do# (5) / Do#-Sol# (6) /

Sol#-Re# (7) / Re#-La# (8) / La#-Mi# (9) / Mi#-Si# (10) /

Si#-Fa doppio diesis (11) / Fa doppio diesis-Do doppio diesis (12) >

Ebbene, tra il Re (7) della prima colonna e il Do doppio diesis (12) della seconda colonna intercorre, tra loro, una differenza che il filosofo di Samo quantificò nel numero: 1,0136. Il comma pitagorico o ditonico!

Il pianista, pur tuttavia,  preme il dito sullo stesso tasto del pianoforte sia per quel Re che per quel Do doppio diesis! Avvalendosi, inconsciamente, del sistema temperato equabile.

L’effetto è devastante! Provocando, in modo inatteso, un disturbo, quello della “sinapsi elettrica” (oppure lo “shock anafilattico” ? ... Chissà).

Il Gesto del Solitario/Solitaire Mastro Cardini, dal portato incommensurabile, disvela l’arcano: Egli sa si sapere!

 

Maurizio Barbetti

 

Commento di Fernando Grillo su Maurizio Barbetti:

Suono  del  risveglio, indefinita trasparenza dove oscurità e luce si sposano nell’attimo della percezione: la Viola di Maurizio Barbetti.  

Per lui porgere il suono è far affiorare l’anima sulle labbra, poeticamente pronunciata.  

Aggiungere  la delicatezza dell’espressione, il fraseggio colto e raffinato, la sospensione temporale, la breve dilatazione dinamica, l’intimo senso di una perfetta intonazione, esaltare in modo inaudito il timbro dello strumento, sono operazioni d’alta maestria strumentale, di rara coscienza dell’arco, che egli compie con stupefacente semplicità.

Nell’eclissi di una cultura tradizionale questo suo “bocca-orecchio” ci rammenta, sussurrato con estatico pudore, l’eco del passato vissuto come un presente. /

Fernando Grillo’s comment on Maurizio Barbetti:

The sound of awakening, indefinite transparency where darkness and light wed at the moment of perception: the Viola of Maurizio Barbetti.  

Poetically pronounced, for him producing sound makes the soul appear on the surface of the lips.

Delicacy of expression, cultured and refined phrasing, time suspension, brief dynamic expansion, an intimate sense of perfect pitch and extraordinary exaltation of the instrument’s timbre are operations of high instrumental mastery, of rare knowledge of the bow, which he accomplishes with amazing ease.  

In the eclipse of a traditional culture, his “mouth-ear” reminds us, whispered with ecstatic modesty, of the echo of the past lived in the present.

 

Gianni Lenoci - piano / Giorgio Dini - contrabbasso / Markus Stockhausen - tromba e flicorno

Note del M° Fernando Grillo

ERGSKKEM, all’ascolto

La visione generale è quella di diversi stilemi compositivi ed interpretativi in un affresco ben individuato di “schemi” e il cui godimento di natura intellettuale, a mio avviso, prevale sulla fisicità del suono: il comporre improvvisando!

         ERGSKKEM, dialogante quiete ed affettuosa impulsione del contrabbasso. Si apre, con le iperboli del suono, ad uno scenario naturalistico.

         EVENTS OF BIRDS, intervalli inconsueti che si richiamano volutamente alla tensione dodecafonica del comporre anche con gli artifici timbrici (armonici) degli strumenti, per finire -  attraverso quel « trompe d’oil » ritmico, quel fluire di estrema indeterminatezza dei parametri del suono dati in senso orizzontale e poi verticale (quasi un “cluster“), al nulla. Bello il pianoforte.

         YES SKKEM, un suono … un timbro (delicato e sensitivo) … rarefatto, allitterato, da cui si diparte il continuo del procedimento melodico …

         ONLY BLUE FEET, apparente contrasto tra linea e punto (linea = punto in movimento) e, gradualmente e in modo cangiante, s’invertono i ruoli timbrici, nella rappresentazione del puntillismo ritmico.

MOORLAND, oscura spelonca, sordina esaltante della tromba, siamo in presenza di un Minotauro? Un senso archetipico del suono permea questa composizione e, per uscire dal descrittivo: complimenti al contrabbassista!

CRACKERS, attesa … sospensione per un “inevitabile” mai pronunciato.

Fernando Grillo, con i complimenti a Markus Stockhausen, Giorgio Dini, Gianni Lenoci - Luglio 2006

http://www.giorgiodini.altervista.org/mainpage.html

 

Giorgio Dini mi ha ispirato, tra l’altro, un “passaggio” per un mio scritto:

“Il tentativo di simulare un continuum di ventre di vibrazione ad infinitum è per me da escludere e da evitare in quanto diseducativo.

Esso è contro la natura del suono provocato che richiede la costante della fase del moto armonico e la controfase, direi, nel cambio di direzione dell’arcata.

È da preferire, piuttosto e questo sì, sempre un “ben distinto” attacco del suono: quello in su se l’arcata è iniziata in giù o viceversa.

Il “tremolo” sintetizza perfettamente questo concetto poiché all’ascolto risalta evidente lo “stretto” dell’alternanza degli “in giù” e degli “in su”, ossia degli attacchi del suono reiterati nella brevità del periodo d’articolazione.

Ho avuto modo, recentemente, di ascoltare con immenso piacere questa modalità esecutiva mirabilmente e sapientemente attuata (tra le altre) al contrabbasso dall’interprete Giorgio Dini ("ONE MORE TIME”, Borah Bergman - piano, Giorgio Dini - contrabbasso) e, aggiungo, per la prima volta nella mia esperienza d’ascolto.

Il risultato sul piano spirituale è stato illuminante”.

http://www.giorgiodini.altervista.org/links.html

 

Giorgio Dini

 

Giacinto Scelsi  - Ko-Tha (1967)

Versione 1975 per Contrabbasso di Fernando Grillo /

Version 1975 for Double Bass by Fernando Grillo /

Fassung 1975 für Kontrabaß von Fernando Grillo

 

Ascolta in / Listen in / Hören Sie hinein in: Link • • • MP3

 

FESTIVAL NIEUWE MUZIEK

MIDDELBURG

ZEELAND

Muziek van Morton Feldman en Giacinto Scelsi

Musiche di Morton Feldman e Giacinto Scelsi

Music by Morton Feldman and Giacinto Scelsi

MORTON FELDMAN, piano

FERNANDO GRILLO, contrabas

Fernando Grillo speelt “Ko-Tha” (1975) van Giacinto Scelsi / Fernando Grillo

Fernando Grillo esegue “Ko-Tha” (1975) di Giacinto Scelsi / Fernando Grillo

Fernando Grillo plays “Ko-Tha” (1975) by Giacinto Scelsi / Fernando Grillo

 

Giacinto Scelsi / Fernando Grillo - Ko-Tha (1967)

Versione 1975 per Contrabbasso di Fernando Grillo

In Ko-Tha (1967), per chitarra, una delle più recenti composizioni di Scelsi, l’intento rituale della mia versione per contrabbasso si manifesta immediatamente: lo strumento, infatti, giace a terra e l’esecutore si dispone accanto ad esso. Il contrabbasso è toccato in punti di risonanza diversi, cosicché il gesto che anticipa il suono diviene il mezzo dinamico della “discesa” della “idea-ispirazione”.

In tutte le opere di Scelsi, d’altronde, il concretarsi del suono, il suo manifestarsi, è un evento che scaturisce da una concezione “ascetica” della percezione, che può essere vissuta solo spiritualmente e la scrittura musicale non può mediare a ciò.

In Ko-Tha la percezione dell’«Alto» raggiunge, nel coagularsi di timbri e ritmi, un livello comunicativo assai inconsueto. Fernando Grillo. (Nota dal Programma di Sala del Concerto al “IV SETTEMBRE MUSICALE DI PORTOFINO – FESTIVAL INTERNAZIONALE”) /

Giacinto Scelsi / Fernando Grillo - Ko-Tha (1967)

1975 verson for double bass by Fernando Grillo

In Ko-Tha (1967), for guitar, one of the most recent compositions of Scelsi, the ritual intent of my version for double bass occurs immediately: the instrument, in fact, lies on the ground and the performer is next to it.

The double bass is touched at different points of resonance so that the gesture that anticipates the sound becomes a dynamic means of the “descent” of the “idea-inspiration”.

In all of Scelsi’s works, moreover, the expression of sound, its manifestation, is an event that embodies an “ascetic” conception of perception, which can only be lived spiritually and writing music can not mediate this.

In Ko-Tha, the perception of “High” reaches, in the coagulation of timbres and rhythms, a very unusual level of communication. By Fernando Grillo. (Note from Program of the Concert Hall at the “IV September MUSIC PORTOFINO - INTERNATIONAL FESTIVAL”)

 

Lucio Garau – Undici esercizi

Per Contrabbasso

mnemes - Alfieri e Ranieri Publishing

A Lucio

Sorprende

Sorprende che Lucio, il maestro, mio amico del cuore, si rivolga al contrabbasso per l’esercizio della sua maestria.

Ma è solo apparenza!

Garau compie, infatti, un’opera rivelatrice del senso più profondo del nostro operare che si fonda nello studio, quello per eccellenza.

Gli “Esercizi”, parafrasando, celano il segreto del nostro laboratorio (ora et labora), ove si compie l’opera rivelatrice, quella intima e profonda.

Il luogo dove mistificazione e irrisione non hanno residenza!

Volutamente non intendo addentrarmi nella materia sonora che si sprigiona negli undici  fogli degli “Esercizi”, limitandomi all’incipit del 4/4 della prima battuta dell’esercizio 1, con dinamica “p” (piano).

Questa è rivelatrice dell’afflato compositivo che, utilizzando lo strumento acustico grave per eccellenza qual è il contrabbasso, sollecita le figure sonore (di cui le prime due dapprima vibranti con l’artificio sonoro del “bicordo”), verso il grave acustico, dove risiede l’incommensurabile profondità dell’essere.

Immagino, allora, altra accordatura dello strumento di quella:

MI1 – La1 – Re 2 – Sol 2, e che, per incanto, se ne creino altre, infinite, così che il “variabile acustico” dello strumento possa produrre una scaturigine di suoni “inauditi”, rivelando il segreto di questa opera che risiede, attraverso la virtualità di uno strumento, nell’esercizio, umile e sapiente, dello studio … ecco l’essenza della ricerca, quella vera!

Tue mani

Fernando

 

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Cathédrale Notre-Dame de Paris

 

“Scala Philosophorum”

Le livre ouvert / Il libro aperto / The open book

Bas-relief  du grand Porche de Notre-Dame de Paris

Bassorilievo del grande portico di Notre-Dame de Paris

Bas-relief of the large porch of Notre-Dame de Paris

 

Médaillon de Viollet-le-Duc à Notre-Dame de Paris

“Scala Philosophorum”

Gravure par Jean-Julien Champagne /

Incisione di Jean-Julien Champagne /

Engraving by Jean-Julien Champagne

 

Mutus Liber

Le Livre Muet  / Il Libro Muto / Silent Book

“ORA, LEGE LEGE LEGE RELEGE LABORA ET INVENIES”

 

« Le Chemin de Saint-Jacques-de-Compostelle »

Campus Stellae

Il Composto della Stella

 

Le Globe Crucifère

“In memoriam” di Eugène Léon Canseliet [Can-sel-i-et]

« QUAND SEL Y EST - CAN-SEL-I-ET »

“QUANDO VI È SALE” / “WHEN THERE IS SALT”

Hommage à Eugène

Eugène Léon Canseliet

Sarcelles, 18 décembre 1899 – Savignies, 17 avril 1982

Fernando (F. d’O)

 

La notte oscura dell’anima, da Giovanni della Croce

 

Araba Fenice

“La fenice brucia in fiamme”, da un bestiarum medievale.

 

… Dopo la notte oscura dell’anima … Oggi, mi sento come un’araba fenice …

 

In alcune composizioni ho inteso rivelare il nome della “prima materia” (che trovasi in ogni luogo ed è disprezzata dai più), ma non ho rivelato quello della “Materia Prima”. /

In some compositions I have intended to reveal the name of the "first material" (which is found everywhere and is despised by most), but have not revealed that of the “Raw Material”.

 

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“Il Filosofo e l’Uomo di Chiesa”

Incisione su legno colorato del XV secolo

“Philosopher and the Man of Church”

A fifteenth-century coloured wood engraving

 

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